Gl'Italiani del Mezzogiorno. 1° migliaio
Gl'Italiani del Mezzogiorno. 1° migliaio | Libri antichi e moderni | Marselli Nicola
Gl'Italiani del Mezzogiorno. 1° migliaio
Gl'Italiani del Mezzogiorno. 1° migliaio | Libri antichi e moderni | Marselli Nicola
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1884
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Marselli Nicola
- Editori
- Sommaruga (Carlo Verdesi e C.)
- Soggetto
- Sud Italia, Questione meridionale, Storia locale
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. 199, brossura editoriale con titolo entro bordura ornamentale. Una firma del tempo. Lievi fioriture alla brossura. Buon esemplare. Prima edizione, primo migliaio, di questo studio sulla Questione Meridionale del noto poligrafo napoletano. 'Chi segue con occhio vigile o ascolta con affettuosa pazienza tutto ciò che nel Mezzogiorno si dice, non può non avvertire una nota malinconica, quasi espressione di sogni svaniti. Assai peggiore dell'insurrezione dell'animo è l'accasciamento di colui che dispera.' (p.11). Indice: I Meridionali nelle armi, politica e lettere; Il Mezzogiorno e la monarchia; Il Mezzogiorno e il Vaticano; Il riscatto delle plebi meridionali; La situazione politica e militare dell'Italia; Di certi difetti attribuiti a' Meridionali; La militirizzazione del Mezzogiorno; La scuola educatrice; L'azione del governo nel Mezzogiorno. Il Marselli (Napoli, 1832-Roma, 1899), fatti gli studi nel Collegio militare della Nunziatella, dove ebbe come professore il De Sanctis, fu ufficiale del genio nell'esercito borbonico e poi in quello italiano, e terminò la carriera col grado di generale di corpo d'armata. Senatore dal 1892, fu anche studioso di Hegel, scrittore militare (La guerra e la sua storia, 1875-'77) e insegnante alla Scuola superiore di guerra a Torino. Convinto sostenitore dell'alleanza dell'Italia con Germania e Austria e del prevalere, nella guerra, degli elementi positivi e costruttivi rispetto a quelli distruttivi, nella sua opera principale, La scienza della storia (1873-1880), applicò l'evoluzionismo naturalistico al metodo storiografico.