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In America. Cronache da un mondo in rivolta

In America. Cronache da un mondo in rivolta | Libri antichi e moderni | Terzani Tiziano, Loreti A. (Cur.)

Libri antichi e moderni
Terzani Tiziano, Loreti A. (Cur.)
TEA, 2024
15,20 € 16,00 €
(Milano, Italia)

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2024
  • ISBN
  • 9788850265671
  • Autore
  • Terzani Tiziano, Loreti A. (Cur.)
  • Pagine
  • pagine 432
  • Collana
  • Opere di Tiziano Terzani
  • Editori
  • TEA
  • Formato
  • In-8
  • Soggetto
  • 1KBB

Descrizione

Nel 1966, un giovanissimo Tiziano Terzani scrive i primi articoli per L'Astrolabio, settimanale della sinistra indipendente diretto da Ferruccio Parri. Inquieto per temperamento, Terzani vuole però realizzare il suo sogno di ragazzo e fare il reporter a tempo pieno. Così, l'anno successivo, coglie al volo l'occasione di una borsa di studio per un master alla Columbia University e s'imbarca a Genova con la moglie Angela, per scoprire gli Stati Uniti e poterli finalmente scrivere. Come racconterà in seguito: «Quando partii per l'America Parri mi disse "Ti prego, scrivi, ne sarò felicissimo". E io per due anni ogni settimana ho scritto sull'America, sulle elezioni, sui negri, sulla protesta contro la guerra in Vietnam, la marcia su Washington e gli assassinii di Robert Kennedy e Martin Luther King». Proprio questi sorprendenti reportage inediti, corredati di fotografie dell'archivio famigliare, vengono qui raccolti da Àlen Loreti. Sono cronache da un mondo in rivolta, in cui Terzani dà prova per la prima volta del suo straordinario istinto da grande reporter, che gli permette di individuare e di raccontare gli eventi più importanti ed emozionanti della Storia. «Sono andato in America anche con una certa curiosità. Ma così come la Cina ci ha deluso poi - il paradiso dei lavoratori era un inferno, e il mio sogno di studente era il loro incubo -,  l'America si è rivelata un paese spaventoso. Sì, certo, io vivevo bene, mi pagavano, avevo la macchina, ma se mi guardavo attorno - stavamo a due passi da Harlem, il quartiere dei  neri - vedevo una società profondamente razzista, profondamente ingiusta e violenta da morire».

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