Memorie intorno alla sua vita e ai recenti casi d'Italia scritte da lui medesimo. Edizione riveduta ed emendata dall'Autore
Memorie intorno alla sua vita e ai recenti casi d'Italia scritte da lui medesimo. Edizione riveduta ed emendata dall'Autore | Libri antichi e moderni | Pepe Guglielmo
Memorie intorno alla sua vita e ai recenti casi d'Italia scritte da lui medesimo. Edizione riveduta ed emendata dall'Autore
Memorie intorno alla sua vita e ai recenti casi d'Italia scritte da lui medesimo. Edizione riveduta ed emendata dall'Autore | Libri antichi e moderni | Pepe Guglielmo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1847
- Luogo di stampa
- Lugano
- Autore
- Pepe Guglielmo
- Editori
- Tipografia della Svizzera Italiana
- Soggetto
- Risorgimento, Militaria, Autobiografie
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
2 voll. in-8° piccolo (198x130mm), pp. (4), 580; (4), 591; brossura editoriale. Perfetto esemplar ein barbe protetto da velina. Edizione contemporanea all'originale, riveduta e corretta dall'autore stesso) di queste memorie di estrema importanza sia perché in esse è prevista come prossima l'Unità d'Italia sia in quanto fonte di prima mano sui moti rivoluzionari del 1820-'21, di cui il Pepe era stato protagonista. In appendice sono riportati due opuscoli del Pepe stesso, 'Naples selon l'histoire' e 'Réponse a un baronet anglais a l'égard de l'Autriche en Italie'. Il generale Pepe (Squillace, Catanzaro, 1783-Torino, 1855), fra i più celebri uomini d'armi della nostra epopea risorgimentale, dopo essere stato allievo della Nunziatella si arruolò ancora giovanissimo al servizio della Repubblica Partenopea. Graziato e costretto all'esilio dopo la caduta della Repubblica stessa, durante l'età napoleonica fu aiutante di campo di Gioacchino Murat. Il Pepe prese parte anche alla spedizione murattiana del 1815 che condusse alla breve occupazione dell'Emilia, partendo per l'esilio una volta caduto Murat. Partecipe dei moti costituzionali napoletani del 1820-'21, venne condannato a morte in contumacia e fu esule sino al 1848, quando fece ritorno in patria al momento dello scoppio dei moti rivoluzionari di quell'anno. Riconfermato nel grado di generale, partecipò colle truppe napoletane alle campagne militari della prima Guerra d'Indipendenza, fino alla caduta della Repubblica di Venezia, quando esulò per l'ennesima volta, questa volta in Francia, prima di far ritorno definitivamente, nei suoi ultimi anni, a Torino. Rosi, III, pp. 836-839.